CSEC-N: Nella Legge federale sulla custodia complementare vanno reintrodotti gli accordi di programma
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La Commissione della scienza, dell’educazione e della cultura del Consiglio nazionale si è pronunciata a favore di un controprogetto indiretto all’iniziativa sugli asili nido, andando oltre il modello del Consiglio degli Stati. La Commissione sostiene gli accordi di programma e propone in particolare di creare nuovi ambiti di finanziamento e di aumentare le risorse finanziarie. Il Consiglio nazionale dovrebbe esaminare la proposta il 6 maggio.

Il 27 e 28 marzo, la CSEC-N ha discusso l’iniziativa parlamentare 21.403 “Sostituire il finanziamento iniziale con una soluzione moderna” (cfr. comunicato stampa della CSEC-N, 28.03.2025). L’iniziativa si basa sul modello di finanziamento proposto dal Consiglio degli Stati, a sua volta basato sulla legge sugli assegni familiari, ma propone miglioramenti su vari aspetti. Con 16 voti contro 9 la Commissione decide di reintrodurre gli accordi di programma che erano stati respinti in occasione della votazione nel Consiglio degli Stati con il voto decisivo del presidente. La CSEC-N prevede inoltre un ulteriore ambito di promozione, ovvero l’introduzione di misure volte a migliorare la qualità pedagogica e organizzativa delle offerte (i tre ambiti di promozione già proposti sono: l’ampliamento dell’offerta di custodia per bambini e per bambini disabili e l’ulteriore sviluppo della politica in materia di prima infanzia).
La commissione è inoltre favorevole all’integrazione negli accordi di programma di misure volte a migliorare la conciliabilità tra vita famigliare e professionale. Per questi accordi di programma, con 14 voti contro 11, la Commissione richiede un contributo federale di al massimo 200 milioni di franchi per i primi quattro anni dopo l’entrata in vigore della legge.
La CSEC-N propone inoltre con 17 voti contro 8 di rinunciare a vincolare gli assegni di custodia alla custodia istituzionale in una lingua nazionale. Secondo una maggioranza della Commissione, per i bambini disabili l’assegno deve inoltre poter essere versati fino al triplo del suo importo, sempre che ciò sia giustificato da un effettivo maggior costo.
La proposta di vincolare l’assegno di custodia a un grado di occupazione minimo e un modello di finanziamento basato esclusivamente sui contributi della Confederazione, dei Cantoni e dei datori di lavoro sono stati respinti.
Oltre a quella della CSEC-N sono state presentate una ventina di altre proposte di minoranza.
Alleanza Infanzia è molto soddisfatta delle decisioni del CSEC-N e attende con trepidazione il dibattito della sessione speciale 2025 del Consiglio nazionale (prevista per il 6 maggio). Accordi di programma ben bilanciati favoriscono la custodia istituzionale, mentre l’assegno di custodia fornisce ai genitori un sostegno diretto e che non comporta oneri burocratici.
Potete trovare maggiori informazioni sul tema nel nostro argomentario sulla qualità (in tedesco, in francese) e nella sezione “Impegno politico”.